Antonio Ligabue

Antonio Laccabue nasce nel 1899 in Svizzera, a Zurigo, da una donna di origine italiana, Elisabetta Costa, e da padre ignoto. Sarà l’uomo che la madre sposerà in seguito, Bonfiglio Laccabue, a riconoscere Antonio come figlio e dargli il suo cognome. A soli nove mesi Antonio viene affidato ad una coppia di svizzeri tedeschi con cui rimane fino al 1919. Subito dopo la terza elementare ha inizio il peregrinare del bimbo in diversi istituti, al seguito dei genitori adottivi che per lavoro sono costretti a cambiare spesso città.

Sin da piccolo Antonio preferisce la compagnia degli animali a quella degli uomini, trascorrendo gran parte del suo tempo in campagna, dove lavora presso un contadino. Assieme al patrigno, inoltre, il ragazzo visita spesso musei e gallerie d’arte. Nel 1917, in seguito a numerosi episodi di violente crisi nervose, Antonio viene ricoverato per la prima a volta in una clinica psichiatrica.

All’età di venti anni avviene un episodio che lo segnerà per tutta la vita: a causa della denuncia della matrigna, che non si rende conto delle conseguenze di tale gesto, Antonio viene espulso dalla Svizzera e mandato in Italia a Gualtieri (RE), paese nativo del padre adottivo. Qui, al suo arrivo, il giovane si fa chiamare Ligabue in segno dispregiativo nei confronti dell’uomo che ritiene causa di tutte le sue avverse vicende. Solo, privato dei suoi affetti, della madre in particolare, in un paese per lui straniero e di cui non conosce la lingua, Ligabue in Italia conduce una vita da vagabondo, lavorando inizialmente come manovale e talvolta a seguito di compagnie circensi per cui disegna cartelloni.

In Italia Ligabue persegue la sua passione per la pittura e la scultura, già segnalata in alcune cartelle cliniche di ricoveri in Svizzera, e impara da autodidatta a dipingere ed eseguire sculture con la terra che può reperire lungo le rive del Po.

Nel 1927 Ligabue incontra lo scultore e pittore Renato Marino Mazzacurati che gli insegna l’uso dei colori e lo ospita spesso nel suo studio, dipingendo assieme a lui. Altro personaggio importante per la sua carriera, oltre che amico, è lo scultore Andrea Mozzali, conosciuto nello studio di Mazzacurati. Proprio Mozzali, nel 1937, fa in modo che Ligabue esca da un manicomio in cui era stato internato.

Tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 arriva per Ligabue un inaspettato successo con una grande mostra personale alla Galleria La Barcaccia di Roma, interviste e persino un film documentario sulla sua vita. Nel 1962 viene colpito da paresi, continua comunque a provare a dipingere. Muore nel 1965.

Post più popolari